Mostre a sorpresa – pop up exhibitions

  Bottone franchina2   Bottone Mostra Bellocchio   Bottone Mostra Bellocchio2

  Bottone Mostra Bellocchio3   Bottone Piccole persone crescono 1   Bottone Piccole persone crescono 2

La vita anche professionale offre delle occasioni a volte sorprendenti, queste sono quelle che preferisco.

 

Un anno dopo l’inizio della storia d’amore con mia moglie, lei mi incaricò di progettare l’allestimento della mostra che stava curando. E’ il mio primo progetto per una mostra d’arte.

1997 Nino Franchina a Palermo: uno dei più importanti scultori in ferro italiani celebrato nella sua città natale. La mostra ebbe luogo allo “Spasimo” un antico complesso basilicale in pietra calcarea e senza tetto, da poco restaurato nel centro storico della città. Un luogo di grande fascino ma anche di grande significato per la città di Palermo, era infatti il posto dove andavano a morire gli ammalati terminali.

Feci il progetto della produzione dell’allestimento e di illuminazione, ma anche fisicamente l’allestimento, in una notte memorabile.

 

Due anni dopo nel ’99 aiutai sempre mia moglie a realizzare la mostra di disegni di Marco Bellocchio al Festival di Locarno in Svizzera. Doveva essere un sistema espositivo modulare, facilmente trasportabile dall’Italia e facile da montare perché non c’era personale per l’allestimento.

 

Del 2004 è invece la collaborazione con un’altra mostra, questa volta organizzata da Arti e Arthemisia nelle sale di Palazzo Venezia a Roma. Era una mostra sui ritratti attraverso le epoche. In questa occasione portai l’esperienza del Museo dei Bambini per realizzare un percorso dedicato alle scuole guidato da due libretti ideati da me e disegnati da Eu-genia/Immagine e strategia.

 

A year later I felt in love with my wife, she asked me to design the set up of an exhibition she was working on. It’s my first art exhibition set up project. 1997 Nino Franchina in Palermo: one of the most important iron Italian sculptors back in his own town. The exhibition was in the “Spasimo” an ancient basilica complex made in calcareous stone with no roof, yet restored in the ancient town center. A great charm venue and meaningful for the city, it was indeed the place where terminally ill patients use to go to die.

I designed the production, the set up and the lights, but physically I set it up, in an unforgettable night.

 

Two years later, in ’99 I helped again my wife in the set up of a Marco Bellocchio movie sketches at the Locarno film Festival in Switzerland. It was supposed to be a modular system, easy to move from Italy and to set up because there were no stage hands.

 

From 2004 comes the collaboration with another exhibition, this time It was managed by Arti and Arthemisia two exhibition companies, in the Palazzo Venezia halls in Rome. It was a portrait through the ages exhibition. This time I brought my children museum experience to design two school visit based on two little books I projected and realized by Eu-genia/Immagine e strategia.

Mi manca il Teatro – I miss Theatre

  Bottone Celestino   Bottone Celestino V 1   Bottone La luce del giorno 2   Bottone La luce del giorno 3

  Bottone Panama 1   Bottone Panama cabina   Bottone Panama notturno 1b   Prigionieri di guerra

  Bottone Trompe l'oeil001   Bottone Trompe l'oeil002

Tra il 1993 e il 1996 ho lavorato in teatro come scenografo e autore, un breve periodo legato ad un gruppo di amici attori e registi all’inizio delle loro carriere. Eravamo appena trentenni, quindi un po’ in ritardo rispetto ai ventenni delle avanguardie storiche, ma il sistema italiano era già incagliato e le opportunità ad un ventenne non venivano date, quando te ne accorgevi eri già trentenne e allora cominciavi a fare da te…

Erano gli anni del “Locale” uno storico ritrovo dei nottambuli, attori, artisti, poeti, musicisti, ci ritrovavamo in questo tunnel a fare e sentire musica, bere, fumare… Insomma tutto normale.

E’ in questo clima che nel ’93, mentre io ero impegnato nei concerti di Baglioni i miei amici Fabio Camilli, Laura Martelli, Federico Cagnoni si riunirono a scrivere un testo sulla cocaina, e quindi sulla comunicazione. Era un tema caldo per noi che uscivamo dagli anni ’80 dell’edonismo Reaganiano vissuti con l’energia e l’inquietudine dei ventenni. Avevamo vissuto i danni degli eccessi e avevamo visto come le droghe influivano sui rapporti. Amicizie e amori pregiudicati se sopravvissuti.

“Trompe l’oeil” era il titolo del testo, in francese significa “inganna l’occhio” ma sono quelle pareti dipinte con scene che descrivono uno spazio immaginario oltre un passaggio che fa da cornice. Una finzione molto di moda in certi periodi ed ambienti che ben riassumeva il vuoto dietro le facciate degli amici di coca.

La piéce, prodotta da Massimo Ghini e Dario de Luca, debuttava in scena all’Argot, uno storico teatro off di Roma. Una cantina da 100 posti col soffitto a volta e il boccascena ad arco. Qui si doveva realizzare un attico da centro storico pieno di luce e a questa sfida chiamarono me. Non tanto per la bravura quanto per l’amicizia.

Sotto la direzione di Federico lo spettacolo fu replicato nell’arco dell’anno a Milano ed Ancona. In compagnia assieme agli autori c’era Luca Zingaretti, Rocco Papaleo e Lucrezia Lante della Rovere, tutti con una futura brillante carriere.

Il successo ottenuto ha dato la spinta a molti del gruppo di mettere in scena altre cose e l’anno successivo Federico Cagnoni fece la regia di un testo di Luca de Bei dal titolo “La luce del giorno e della sera” in scena al teatro Colosseo nella rassegna di Rodolfo di Giammarco “Garofano Verde”.

Mentre Luca Zingaretti assieme a Fabio Ferrari metteva in scena “Prigionieri di Guerra” un testo di J.R.Ackerley tradotto da Margherita d’Amico. In entrambe le messe in scena curai la scenografia.

Con Fabio Camilli invece iniziai a scrivere un nostro testo da titolo “Panama”, ancora un testo sulla comunicazione, un viaggio in barca di cinque amici più l’imprevisto che scombina le carte. Prodotto dalla Fascino srl società di Maurizio Costanzo, con la regia era di Federico Cagnoni, vedeva in scena Fabio Camilli, Laura Martelli, Lucrezia Lante, Pasquale Anselmo, Maria Paiato e Giorgio Tirabassi, tutti grandi attori con un radioso futuro. Lo spettacolo andò in scena nel 1995 all’Argot studio dove replicò per un mese con successo. Per Panama oltre a scrivere il testo e progettare la scena, a causa di problemi improvvisi da parte della scenotecnica mi ritrovai a costruire io stesso la scenografia, con doppia soddisfazione finale.

Del 1996 è invece la collaborazione con Guido d’Avino nella messa in scena de “La Pietra di Celestino” un testo su Celestino V andato in scena a Fumone paese che lo vide prigioniero dopo il Gran Rifiuto.

Per il Teatro, come scenografo, non ho più lavorato da allora, ho fatto una scenografia per uno spettacolo di danza andato in scena sul tetto del Palazzo dei Congressi di Roma, la scenografia di un cortometraggio per la regia di Maddalena Ravagli e diverse scenografie nel settore della comunicazione e per mostre, mi è capitato di scrivere due musical uno “Cuori Persi nella Memoria” sul mondo dell’informatica per conto della Servizi Interattivi di Roma mai prodotto, e l’altro su Edith Sedgwick modella di Wharol, di cui è pubblicato il lavoro in un’altra parte di questo sito.

Mi manca il teatro.

 

Between 1993 and 1996 I worked as set designer and writer in some plays, a short time tied to a group of friends, actors and directors at the beginning of their careers. We were just thirty-years-old, a little late compared to the youngster of the historic avant-gardes, but the Italian system was already blocked and the twenty-years-old had a gap of opportunities, when we realized it we were thirty-years-old and we started doing things by ourselves.

Were the “Locale” (the venue) years, an historic night birds meeting point, actors, directors, poets, musicians, we met in this tunnel listening and playing music, drinking, smoking… Normal as usual.

Was in this mood, in 1993, when I was working on Baglioni’s concerts, that Fabio Camilli, Laura Martelli and Federico Cagnoni, three friends of mine, got together to write a play about cocaine, and communication of course. It was a hot topic for us, coming out from the Regan’s hedonistic 1980s we burned with the energy and the anxiety of the twenty-years old people. We paied the damages of the excesses and we saw how the drugs could influence the relationships. Friendships and loves compromised if you were survived.

“Trompe l’oeil” was the name of the play, in French literally means ‘mislead the eye’ in English is ‘window-dressing’ those walls painted with scenes of imaginary spaces beyond a door or a window to frame it. This kind of fiction was very trendy in some periods and environments and it resumes very well the void behind the facades of the cocaine friends.

The play has been produced by Massimo Ghini and Dario de Luca, at the Argot, an historic Rome off theatre. It was a hundred seats basement, with a vault ceiling and an arc as a proscenium. There I’ve been challenged to realize a sunny attic in the town historical center. They called me not for my professional skill but for the friendship.

Under Federico direction the show was performed along the year in Rome, Milan and Ancona. With the authors the cast was composed by Luca Zingaretti, Rocco Papaleo e Lucrezia Lante della Rovere, all with a future brilliant career.

The success we had, pushed many to put in scene other plays so that the next year Federico Cagnoni directed Luca de Bei’s “La luce del giorno e della sera” (the day and evening light) at the Colosseum theatre inside the “garofano Verde” (Green Carnation) festival by Rodolfo di Giammarco. In the same contest Luca Zingaretti and Fabio Ferrari put in scene J.R.Ackerley’s “War Prisoners” translated by Margherita d’Amico. In both plays I designed the scenes.

On another side with Fabio Camilli, I started writing a new play called “Panama”, again a play about relations, a five friends sailing trip with the hitch to mess up the relations. Produced by Maurizio Costanzo’s Fascino srl under Federico Cagnoni’s direction had on the scene Fabio Camilli, Laura Martelli, Lucrezia Lante, Pasquale Anselmo, Maria Paiato e Giorgio Tirabassi, all great actors with a brilliant future. The show was successfully on for a month in 1995 at the Argot studio. In “Panama” in addition to the writing and the set designing, due to unexpected problems of the building company I had to realize the set by myself, with double final satisfaction.

In 1996 I had collaboration with Guido d’Avino to put in scene “La Pietra di Celestino” (Celestino’s stone) a play about Celestino V, the pope of the “Great rejection”, performed in Fumone a small town where he had been prisoner until he died.

Then I stop working in theatre as a designer. I designed for a dance show on the roof of the Rome Palazzo dei Congressi (Congress Hall), I designed the set of a short movie under Maddalena Ravagli direction and several communication and exhibition sets, I had the chance to write a never produced musical about the computer world for Servizi Interattivi co. and another about Warhol’s superstar Edie Sedgwick, produced in London and published somewhere in this site, but no more a play.

I miss theatre.

 

Some other shows

bottone orchestra italiana  bottone Cortez locandina  bottone Turandot  bottone Tosca (2)

bottone David Bowie rigging  bottone Tosca (3)  bottone Tosca (4)

Ecco alcuni spettacoli significativi fatti con Dory Zard e la donQuijote.

Oramai specializzati in lanci di artisti, nel 1991 sempre tramite David Zard ci viene chiesto di produrre una serie di concerti di Renzo Arbore e L’Orchestra Italiana. Una orchestra swing popolare composta da quindici grandi strumentisti, fondata da poco dal famoso artista-dj Renzo Arbore con lo scopo di diffondere nel mondo la canzone napoletana classica rivisitata.

Fu organizzata una tournée nei più grandi teatri italiani con la serata inaugurale in diretta ed altre apparizioni in tv tra il ‘91 e il ’92 fino alla tournée americana del 1993 con il trionfale successo al Radio City Music Hall di New York.

Da allora l’Orchestra Italiana è una realtà nazionale conosciuta in tutto il mondo.

 

Nel 1995 per la Pino Sagliocco presenta organizzammo il primo tour italiano di Joachim Cortéz il famoso ballerino spagnolo di flamenco. Anche in questa occasione progettammo e producemmo un tour teatrale, spettacoli nel palasport, e diverse apparizioni TV tra cui la serata “Le stelle della Moda” da Piazza Navona a Roma.

 

Nel 1997 e nel 1998 progettammo la sospensione degli impianti di diffusione audio dalla copertura dello stadio Olimpico di Roma per la rappresentazione della Tourandot e della Tosca prodotte dal teatro dell’Opera di Roma. Questo lavoro nasceva dall’esperienza maturata nella sospensione dell’audio per il concerto di David Bowie, all’interno del Palazzo dello Sport di Roma, noto per la sua cattiva acustica per i concerti con audio tradizionale.

 

 

Here there are some meaningful shows made with Dory Zard and donQuijote.

Because we were specialized in launching new or old artists, in 1991 David Zard, asked us to do the project and production for a tour of Renzo Arbore and the Orchestra Italiana. A pop-swing orchestra made of fifteen great musicians, just established by the famous artist-dj Renzo Arbore, to promote the Neapolitan classic song worldwide.

We managed a tour in the most important Italian theatres with the debut concert and other TV appearances between ’91 and ’92 till the ’93 American tour with the great success of the New York Radio City Music Hall concert.

From then on the Orchestra Italiana is a national reality well known worldwide.

 

In 1995 for Pino Sagliocco presents, we managed the first Joachim Cortéz Italian tour. We produced and designed the famous Spanish flamenco dancer tour in a theatres and sporting hall, and several TV appearances as the “Fashion Star evening” from Piazza Navona in Rome.

 

In 1997 and 1998 we did the project and the production for the audio rigging on the Olympic stadium roof in occasion of the Tourandot and Tosca operas performed by the Rome Teatro dell’Opera. This work came by the experience we made rigging the David Bowie audio set up on the dome of the Rome Sport Palace, worldwide known for the bad acoustic with the traditional concerts audio set up.

The Baglioni years

  bottone Baglioni flaminio  bottone Baglioni Oltre Flaminio 90 gruppo  Bottone Baglioni Oltre Palasport tour  bottone Genova

  bottone Baglioni Oltre palasport tour gruppo  bottone Baglioni Oltre Flaminio 90  bottone Baglioni Assieme 92

Poi arrivò Claudio Baglioni. Io, che venivo da Bob Dylan, non ero tipo da ‘passerotti’ e ‘magliette fine’, ma aldilà dei gusti mi sono dovuto arrendere davanti al talento dell’artista ed al carattere dell’uomo. Con “Oltre”, così si chiamava l’album e il tour, riappariva sulle scene dopo un periodo difficile, sia sul fronte privato che su quello professionale e rimettersi in gioco, sottoponendo la propria arte al giudizio del pubblico non è mai cosa facile. Per la parte organizzativa si rivolge a David Zard che incarica noi, donQuijote, della progettazione e della produzione. L’idea dello spettacolo riassumeva il travaglio da cui era uscito: l’uomo al centro dell’azione artistica senza salvagente a proteggerlo dal giudizio del pubblico.

“Il concerto viene eletto “Miglior concerto dell’anno nel mondo” dalla rivista inglese Billboard grazie all’innovativa concezione del palco, posizionato al centro dello stadio e aperto in ogni direzione.

Nel gennaio del 1992 parte da Firenze il tour Oltre il concerto che dopo 61 date e 700.000 spettatori si conclude sempre a Firenze 4 mesi dopo. Oltre il concerto è molto di più di un semplice concerto: accompagnato da una mostra, incontri culturali e seminari, è caratterizzato dalle collaborazioni con giovani musicisti (palchi vengono messi a disposizione degli allievi delle scuole di musica popolare di tutta Italia). L’annuale sondaggio tra i lettori di “Sorrisi e Canzoni” decreta Oltre il concerto miglior tour dell’anno. A maggio dello stesso anno parte la continuazione estiva della tournée che prende il nome di “Assieme, sotto un cielo mago”. A luglio esce “Assieme, (Oltre il concerto)” e il 28 sett      embre prende il via “Ancorassieme”, l’ultima parte del tour, dopo il quale esce un album live dallo stesso titolo, che conclude trionfalmente un anno di concerti.” (tratto da Wikipedia)

Come sempre Dory Zard dirigeva il progetto generale e la produzione, io progettavo, palco, scena, luci, ombre, servizi, logistica etc. Gli spettacoli negli stadi, il tour invernale nei palasport e quello estivo nei campi sportivi. Fu un successo continuo per due anni. Ma ricordo che quell’onda felice fu funestata da un incidente luttuoso. Durante un temporale in un concerto in Emilia Romagna mentre cercava di mettere in sicurezza le strutture del palco in fase di montaggio, il direttore tecnico del tour rimase schiacciato dalla caduta di un traliccio a causa del vento forte. Il tour fu interrotto. Non dimenticherò mai.

 

Then came Claudio Baglioni. I came from Bob Dylan, not a ‘little sparrow’ type nor ‘thin t-shirts’, but beyond the personal music taste, I had to appreciate his art talent and his human character. With “Oltre” (beyond), that’s the name of the album and the tour, he came back to the scenes, after several private and professional problems, to accept the public judgment, a never easy thing to do.

On the organization side he wanted David Zard to promote him, and David asked us, donQuijote, to do the project and the production. The show concept was based on the difficulties he came from, the man in the middle of the art action, with no life jacket to preserve him from the public judgment.

“Billboard, The English magazine, named the show “the best world concert of the year” thanks to the innovative central stage, wide opened in every directions of the stadium.

In January 1992 starts in Florence the “Oltre il Concerto” (beyond the concert) tour, ended in Florence again four months later after 61 venues and 700.000 turnouts. It’s much more of a concert: it’s an art exhibition, seminars and cultural meetings, focused on young musicians partnerships (stages opened to the pop music academies all over Italy). The annual poll, of “Sorrisi e Canzoni” (popular Italian music magazine) declare “Oltre il concerto” the best tour of the year. In May starts “Assieme, sotto un cielo mago” (together under a magic sky) the summer tour. On July is available the album “Assieme, (oltre il concerto)” and on September 28 begin “Ancora assieme” (still together), the last part of the tour, from which came the new album by the same title, to close an year of shows.” (from Wikipedia)

First First of May

bottone primo maggio  bottone Primo Maggio002  bottone Primo Maggio001b  bottone Primo Maggio003

Primo Primo Maggio, sembra un gioco di parole ma fu così: nel 1990 in occasione delle celebrazioni della festa dei lavoratori, con la neonata donQuijote feci il progetto della prima edizione del concerto del Primo Maggio, appuntamento annuale nella Storica Piazza S.Giovanni a Roma dove migliaia di giovani si radunano per celebrare la festa dei lavoratori. Un festival musicale dove i nomi più noti e meno noti della musica italiana si alternano sul palco per 12 ore. L’organizzatore era sempre l’unico ed inimitabile David Zard. Io feci il progetto di allestimento della piazza, la logistica ed i servizi, il palco, Dory curava la produzione.

All’epoca non mi sembrò un granché, ma fu il primo di una lunga serie ancora ininterrotta.

 

First First of May, it’s not a trick but a real thing: in 1990 for the centenary of the workers day, with the newborn donQuijote co. I did the project for the first edition of the First of May concert, annual meeting in the historical S.Giovanni square in Rome for thousand young people gathered by the unions to celebrate the workers day. It was music festival, with all the Italian pop stars and the new talents on the stage along twelve hours: a production by the one and only David Zard. I did the set up project, logistics and services and the stage design, Dory had the production organization. At that time it didn’t mean much to me, but it was the first in a long row of meeting not finished yet.

Agrigento’s Mandorlo in Fiore folk fest

Bottone Agrigento  E’ uno dei primi lavori che ho fatto per David Zard dopo il “debutto” con i Pink Floyd e Michael Jackson. Era la prima edizione del famoso festival di Agrigento con la direzione artistica di Gianni Minà. Una kermesse folk con delegazioni da molti paesi del mondo. In quella occasioni mi occupai ancora del progetto d’uso della città, logistica e servizi e sotto la guida di Dory che sarebbe diventato mio socio da lì a poco, del progetto della produzione.

 

 

Bottone Agrigento Chico BuarqueLe Oba Oba, bellissime e discinte ballerine di Rio de Janeiro, erano attesissime da tutti gli uomini agrigentini, ma c’era anche Chico Buarque de Hollanda e Joan Manuel Serrat. Poi la Valle dei Templi e i mandorli bianchi e rosa che come la neve imbiancavano il panorama di Agrigento, anticipando la primavera con una mascherata invernale. In tre parole la Sicilia, il suo cuore, la sua natura.

 

 

Bottone Agrigento programmaIt’s one of the first works I did for David Zard after my “debut” in the Pink Floyd and Michael Jackson’s concerts production. It was the first Agrigento’s famous folk fest edition under the Gianni Minà direction. An all over the world delegations kermes. That time I had to do again an urban project, logistics and services and a production project under Dory Zard supervision. We were close to become partners in donQuijote new-co.

The Oba Oba, beautiful and very naked dancers from Rio de Janeiro, were the attractions for all the Agrigentine men, but there were also Chico Buarque de Hollanda and Joan Manuel Serrat. Above all this there was The Temples Valley and the white and pink almond trees whitening the Agrigentine landscape wearing in an early springtime a winter mask.

In three words: Sicily, its heart, its nature.

Jackson-Floyd’s concerts plan

the planthe signs to rule the traffic around the venueelectronic ticket check

lining before the openingMichael Jakson's Badthe show as I mean it

Luglio 1988 Michael Jackson e i Pink Floyd allo Stadio Flaminio di Roma. Una pianificazione generale per distribuire servizi e proteggere la vita regolare del quartiere, segnaletica, parcheggi, cancelli, bagni, sicurezza, assistenza medica, acqua e rinfreschi per migliaia di persone in attesa ore prima della apertura.

L’uso improprio degli spazi sportivi, come per i concerti rock, ha bisogno di un lavoro di trasformazione, per adattare le strutture, i servizi, i percorsi a la comunicazione interni. Questo diventa essenziale se hai a che fare con centinaia di persone pronte a divertirsi fuori dagli schemi.

Abbiamo costruito un villaggio dove centinaia di lavoratori hanno vissuto per due mesi montando il palco e gli impianti degli spettacoli, ma anche a trasformare lo stadio per accogliere il pubblico nel modo migliore.

July 1988 Michael Jackson and Pink Floyd at the Flaminio Stadium in Rome. A master plan to locate services and preserve the regular life of the quarter, signs, parking, gates, bathroom, security, medical assistance, water and refreshments for thousand of people standing hours before the opening.

The improper use of sport venues, as for the rock concerts, needs a transformation work, to adapt the structures, the services, the internal paths and the communication signs. This became essential if you have to face hundred of people ready to amuse themselves out of the regular schemes.

We built a village where hundred workers lived for two months setting up the stage and techniques of the shows, but also transforming the venue to welcome the audience in the best way.